mercoledì 22 dicembre 2010

Ho fame di cultura!

Un giorno di sciopero, un dispiacere essere arrivato tardi e non aver coinvolto altre persone.

Sono uno studente in mobilitazione (come tantissimi) contro la Riforma Gelmini dell'Università, i tagli indiscriminati del Governo, e per l'Università pubblica, più libera, di massa e di qualità rispetto a quella attuale di baroni, marchesi e visconti.

Con molto ritardo mi appresto anche io allo sciopero della fame, aderendo all'appello "ABBIAMO FAME DI CULTURA" del Coordinamento K5 - Studi Orientali della Sapienza di Roma.
Più motivazioni mi portano a questa forma di protesta, poco conosciuta dai giovani e spesso guardata con sollazzo e riso, come se avesse meno dignità di una manifestazione o altre forme di protesta.
1)Prima di tutto prendo le distanze dalle modalità in cui è degenerata la manifestazione di Roma il 14 dicembre scorso. Non mi riconosco in quella forma di protesta, non appartiene al mio agire politico e mi gira pesantemente il cazzo quando l'attenzione pubblica dalla manifestazione e dai contenuti venga dirottata alle foto della devastazione, ai salti onirici dei giornalisti nel passato, al gioco "trova l'infiltrato" con sequele di video e immagini. Sono studente e devo studiare, devo ottimizzare il tempo che ho e pretendo che quel poco che faccio raggiunga quante più persone possibile. Non vengo in piazza perché mi diverto, oppure perché è uno spazio di condivisione o di aggregazione. È anche quello, ma non principalmente: in piazza siamo tutti a rivendicare il diritto allo studio, alla formazione, alla ricerca, al lavoro, ad una vita dignitosa. Nel caso degli studenti anche a proteggere l'attuale Università e farla diventare una vera Università 1)pubblica, 2)libera, 3)di massa e 4)di qualità, senza baroni neri, rossi, gialli o a pois.
2)La Riforma Gelmini dell'Università è uno dei peggiori documenti prodotti negli ultimi 20 anni in questo ambito, partendo dalla riarticolazione degli organi d'ateneo passando al fondo per il merito, dall'abilitazione scientifica nazionale alla figura del ricercatore. C'è tanto su internet, ne parlano tutti, ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Contemporaneamente gli studenti elaborano proposte, princìpi e linee guida, ma ritengo che non sia compito nostro essere "tecnici della legge" per la nuova Università.
3)Mentre il governo da una parte si chiede se "è stata spiegata male" la Riforma ai ragazzi (in realtà noi giovani prendiamo in mano i documenti e li studiamo), dall'altra taglia il fondo di finanziamento ordinario alle università (finanziaria 2008) e il diritto allo studio (stabilità 2010). Non sono bruscolini, sono risorse ingenti in meno, per il fondo si tratta di quasi il 20% e per il diritto allo studio (mensa, alloggi, servizi aggiuntivi), dopo una proposta sconsiderata del 90%, il taglio si è fermato al "solo" del 50%. Tutti quei soldi erano necessari, non erano sprechi. Questo governo così facendo sconfessa gli artt. 9, 33 e 34 della nostra Costituzione.
4)Visto inoltre il clima natalizio,
bisogna raccontare ai bimbi che "Babbo Natale è in crisi" e che "gli elfi sono quasi tutti cassintegrati"! È necessario dare un segnale forte contro il consumismo delle feste e di regali, luminarie e botti di fine anno. Voi che ne spendete, sappiate: quei soldi sarebbero potuti servire al rifinanziamento della ricerca - e quindi del vostro benessere - e del futuro dei vostri figli, invece di sperperarli o, perché no, invece di fare generiche offerte votive al culto dei miei stivali che è arcinoto e strarisaputo che non le utilizzerà principalmente in solidarietà ai poveri. A tal proposito è al contempo scandaloso e ridicolo che lo Stato laico spenda più in finanziamenti e privilegi ad un particolare culto che in ricerca e sviluppo, oppure che non utilizzi quei fondi direttamente per i meno abbienti senza passare per l'"intermediario metafisico".

Non vogliamo morire di fame per scelte sbagliate non nostre, pretendiamo un reinvestimento del futuro, della ricerca, dello sviluppo e del lavoro. Partite da noi, siamo gli unici a farvi uscire dalla vostra crisi!
Facciamo fronte comune contro un governo anticostituzionale, senza seri progetti di sviluppo e assolutamente privo della benché minima lungimiranza e saggezza, che noi cittadini dobbiamo pretendere da chi prende in mano le redini del Paese!



Roberto Amabile, Firenze

sabato 9 ottobre 2010

Sciopero! Manifestazione! Studenti e operai uniti!

Buongiorno a tutti!
Vi ringrazio di essere arrivati fin qui.
Il mio intervento è dedicato ai ricercatori e alla loro resistenza civile, agli operai di tutte le nazioni, vittime di una globalizzazione senza diritti e senza solidarietà, alle imprese oneste che chiudono a causa di una politica economica fallimentare dei governi precedenti e attuale, agli studenti ai quali non sarà garantito né il diritto allo studio, né l'emancipazione sociale.
Comincerò lontano nello spazio e nel tempo, così remoto eppur così vicino, da una storia di globalizzazione e privatizzazione... del nostro paese.

Nel 1840 Ferdinando II Re delle Due Sicilie acquistò il suolo tra Napoli e Portici (attuale Pietrarsa) per impiantare uno stabilimento destinato alla costruzione di locomotive.
Con l’apertura due anni dopo di questo opificio il Regno delle Due Sicilie non ebbe più bisogno di acquistare locomotive dall’estero. Nella stessa zona fu istituita anche una scuola per formare Ufficiali Macchinisti per le navi a vapore delle marine militare e mercantile. Infatti il Regno delle Due Sicilie fu l’unico stato a non aver bisogno di macchinisti inglesi sulle navi a vapore, ciò perché gli ingegneri napoletani, smontando alcune macchine a vapore, avevano scoperto ogni segreto del loro funzionamento.
L'opificio di Pietrarsa ebbe un enorme sviluppo, dava lavoro a 1.000 persone e con l’indotto di altre fabbriche site a San Giovanni a Teduccio, che pure lavoravano materiale per la ferrovia, ne dava ad altre 7.000 persone, per un totale di 8.000.
Più tardi, con l'annessione delle Due Sicilie al Regno di Sardegna, Pietrarsa fu privatizzata. Nel 1863 vi lavoravano solo 400 operai a metà stipendio, e ciò causò la prima sommossa del 6 agosto 1863 dove i bersaglieri caricarono gli operai uccidendone 7 e ferendone 20.

In seguito l’opificio continuò a decadere, anche se una sua locomotiva lì prodotta vinse nel 1873 la medaglia d’oro all’esposizione Universale di Vienna.
Nel 1875 lavoravano a Pietrarsa solo 100 operai. La fabbrica fu adibita solo alla riparazione delle locomotive ma col passaggio ai locomotori elettrici lo stabilimento cadde in una profonda crisi economica e l’ultima locomotiva fu riparata nel 1975 che coincise con l'anno della sua chiusura. Nel 1989 fu aperto nell’ex opificio borbonico l’unico museo ferroviario d’Italia...

Tutti noi non vogliamo che le nostre fabbriche e le nostre università diventino musei dello splendore dei bei tempi che furono. Pretendiamo che lo splendore e l'eccellenza siano il sole del nostro avvenire. Lottiamo insieme contro la strage della cultura e del lavoro per il nostro futuro. Assolti i nostri doveri, gli studenti accorrono in difesa della Costituzione e dei diritti!

(invervento per manifestazione, liberamente ispirato da qui)

Stormy Six - 1972 - "Sciopero!" - La strage di operai a Portici del 1863
come a Melfi, Mirafiori, Pomigliano, Termini, e altri posti meno conosciuti



Hanno fatto lo sciopero
all'officina di Portici
quattro ore senza lavorare
per protestare per farsi pagare

Hanno fatto lo sciopero
per l' orario insopportabile
eran dieci ore ma il direttore
ne voleva ancora di più

Bisogna fare, sciopero!
per un lavoro da cane
sciopero!
per un salario da fame
non si può no non si può
ammazzarci di fatica così!

Quattro ore di sciopero
all'officina di Portici
quattro ore di tempo
per parlare, per giudicare
per farsi ascoltare

Quattro ore di sciopero
ma il direttore non è in fabbrica
quattro ore di tempo
per denunciare, per far venire
i bersaglieri

Sciopero!
per un lavoro da cane
sciopero!
per un salario da fame
non si può no non si può
ammazzarci di fatica così!

Quelli sono briganti
dice il direttore sono delinquenti
e per farli ragionare signor maggiore
bisogna picchiare,
bisogna sparare

Cinque ore di sciopero
e cinque morti all'officina di Portici
quattro ore di tempo per parlare
la quinta ora per farsi ammazzare

Sciopero!
per un lavoro da cane
sciopero!
per un salario da fame
e non si può no non si può
ammazzarci di fatica così!

Bisogna fare, sciopero!
per un lavoro da cane
sciopero!
per un salario da fame
e non si può no non si può
ammazzarci di fatica così!

sabato 27 febbraio 2010

Rettifica sull'idrazina - rinazina

Tempo fa chiesi ad una professoressa quale fosse il nesso tra l'idrazina N2H4 e la decongestione nasale. Sapete, quella pubblicità Idrazina Spray Nasale? Bene.
Non mi capacitavo come una specie corrosiva, tossica e cancerogena, utilizzata nei razzi vettori degli Space Shuttle in orbita e negli esplosivi, possa portare beneficio alle mucose... magari ti libera anche il naso, ma intanto ti provoca edema polmonare e non so quanto questo naso decongestionato possa servirti più.
Mi immagino già alla camera ardente: "Senza muco è più affascinante!"...
Ne sconsiglio tale utilizzo, anche come esplosivo per i medesimi effetti collaterali dell'idrazina (vedi sopra).

Ciò che viene usualmente scambiato per idrazina (googolare per credere) è in realtà la rinazina spray nasale (spot), nient'altro che nafazolina nitrato C14H14N2.HN03:



Quanto è fallace la nostra mente. Non so quale artificio inconscio m'ha fatto associare l'idrazina alla rinazina (e lo fanno in tanti, eh!), chiedero al compare psicologo che dice.
Contemporaneamente sconsiglio anche la rinazina, farmaco che porta innumerevoli controindicazioni (tra i più comuni annoveriamo l'assuefazione: non ne puoi fare a meno) e a tal proposito indico questa discussione.

venerdì 26 febbraio 2010

Eliminazione scorie

Ricordo tempo fa quando scrissi:

Ok, mi sono drogato abbastanza, ho messo tante X alle persone che non conoscevo e aggiunto tanti altri. La mia esperienza su Facebook si chiude qui e ora. È stato bello tenervi così, tutti insieme. Ma ora basta. La Luna cala, io vado a vedere le stelle, a vedere i lampioni.
La mia esperienza telematica libertaria proseg...ue sul blog (AD)ΔΙΩRAMA: PocoLigioAll'Ufficialità! È stato psichedelico fin quanto ho voluto.

È passato quasi un anno, solo ora ho trovato il tempo di finirla...



Su FacciaLibro, che domande! D: