giovedì 23 aprile 2009

Questa guerra è stata vinta più di quanto possa credere, Vittorini: USA e URSS, più relativi e ininfluenti alleati ormai annichiliti dalle bombe.
I due poli, sollecitati dal crescente sviluppo tecnologico-industriale, si indirizzano ad una politica mondiale imperialista, per conseguire un egemonico predominio politico-economico, nonché culturale sulle nazioni meno sviluppate...
Senza questa cultura tanto osannata e glorificata, mai questi poli sarebbero diventati grandi potenze, poiché alla base della tecnica e della pianificazione deve necessariamente esserci la cultura. Lo stesso vale per i regimi nazionalsocialisti, non tanto per il fascismo italiano, dai pochi eruditi e dai tanti caproni, quanto per il II Reich costellato di personalità di spicco per l'intero mondo occidentale: basti pensare a Werner Heisenberg, pionere della meccanica quantistica e formulatore del principio di indeterminazione che in suo onore prende il suo nome:
per cui è impossibile conoscere sia la posizione, sia la quantità di moto di una particella con una precisione arbitraria in un determinato istante.
Nonostante Heisenberg non fosse ebreo, né tantomeno nazista, rifiutà l'invito dei colleghi a trasferirsi in America e rimase in Germania.
Taluni storici speculano su eventuali risoluzioni alternative del conflitto: se, per esempio, molti scienziati fossero rimasti al servizio del Reich e si fosse evitata la diàspora di cervelli, probabilmente la Germania sarebbe uscita trionfante e vittoriosa dalla guerra (come accade ne "La svastica sul Sole" di Philip Dick).
La cultura è dunque un'arma talvolta utilizzabile per proteggersi, più spesso per commettere efferrata violenza: non è forse delittuoso il "Manifesto degli scienziati fascisti", redatto e orgogliosamente firmato da pressoché l'intera интеллигенчя италяна?; non è forse coercitivo il magistero del camerata dottore Giovanni Gentile, ministro d-istruzione di massa dell'E.F.?; non è forse esecrabile l'azione di INGEGNERIA SOCIALE dell'egregio Joseph Goebbels, ministro della propaganda crucco?; non forse assassini seriali i burocrati sovietici che hanno elaborato il funzionamento e la strutturazione dei гулаг?...
Questa massa informe di intelligenza può mai definirsi cultura? La locuzione più adatta al caso sarebbe "erudizione applicata", ovvero KULTURA!
A Napoli c'è un detto: è inutile che si versi rhum, il letame non diventa mai babà... È inutile che si acquisiscano nozioni, di continuo, come una macchina informatica, un erudito-uomodikultura non approderà mai alla vera Cultura. C'è qualcosa che manca alla prima ed è fondamentale per la seconda: una coscienza morale dettata dal proprio raziocinio, senza vizi di forma teologici o ideologici - come già Sciascia prooclamò nel saggio "Cruciverba" - allenata al libero esercizio critico. Quintiliano, maestro e pedagogista del I sec. E.V., indicava la causa della decadenza dell'oratoria del suo tempo nella mancanza di buoni oratori: liquidare così la problematica ha più di quanto superficiale una problematica possa richiedere! L'accorto Tacito, storico di una generazione successiva a Quintiliano, scruta la causa della "dipartita della Cultura" nel profondo stravolgimento dell'assetto politico latino: laddove la società non senta più il bisogno di fregiarsi di oratori, le virtù non fioriranno. L'Impero non si serve più degli oratori per creare virtuosi esempi da emulare, ciò che per primo il Romano deve difendere è la propria immagine...
La "rogna italiana", come sempre, va al di là del problema: nel nostro Brutt' Paese manca proprio - non voglio dire la Cultura - l'erudizione, una minima istruzione! Tristemente la storia ritorna, e questo è il segno del nostro tempo: capovolgendo l'assioma cartesiano, "appareo ergo sum" diventa un imperativo sociale. Qualche odierno pseudo-erudito al servizio del potere, un Quintiliano di basso rango, attribuisce la decadenza dei costumi alla carenza di intellettuali nel Brutt' Paese. Questo erudito ci costringe a prendere le mosse di Tacito, e rispondere che "gli intellettuali ci sono", e hanno pure una Cultura - e scrivo con la "ci" maiuscola - sterminata, sarebbero capaci di far progredire moralmente la società con poche parole!
Ma dove sono questi? Dove sono?
Non è detto che se non appaiono in televisione o ai comizi non ci siano. Hanno deciso (o sono stati forzati al)l'esilio. Qualcuno è fuggito all'estero, in paesi dalla grande effervescenza culturale, dove poter più o meno liberamente esercitare la propria intelligenza; altri sono così andati a fondo nella loro analisi, scoperte, che sono diventati folli, altri ancora si sono rifugiati sui monti e castrati del loro potenziale. Esilio geografico, psicologico o sociale, sta di fatto che queste persone aborrono il nostro sistema: hanno PIENAMENTE ragione, ma non possono lasciare noi bambini privi di genitori in un pessimo orfanotrofio, alla mercé di pretacci e governanti! Hanno dimenticato che il loro dovere, il loro còmpito, consiste proprio nel guidare (alt! "guidare" non è "governare") e ammaestrare noi bestie a una COSCIENZA TOTALE.

Il sistema, però, per quanto si sforzino, li rigetta. Un'intelligenza di tal calibro può sconquassare l'intero apparato plutocratico. E sarebbe veramente manna dal cielo!
Il nostro compito, oh noi mortali ignoranti ma mai presuntuosi, è di creare un'habitat congeniale alle loro esigenze, rendere pià appetibile questa discarica. Bisogna ingegnarsi, certo, inventare un escapotage.. chi diceva fosse facile!?

giovedì 16 aprile 2009

Autocertificazione di scomunica.

La ex-pecorella sottoscritta:


-vista l'incapacità del Papa della Chiesa cattolica di capire in cosa consista la libertà di coscienza e di azione della gente

-visto che per questo motivo la Chiesa si ostina a considerare passibili d'essere sue pecorelle tutte le persone battezzate in tenera età

-visto che la Chiesa utilizza la faccia ingenua e volenterosa di alcuni suoi aderenti, per sostenere la propria immane struttura gerarchica e il proprio strapotere connivente coi peggio truffatori (padroni, finanzieri, nobili, mafiosi, piduisti, dittatori, presentatori, ecc.) e che esserne ritenuta pecorella è di certo penoso e controproducente per la mia immagine

-e visto che la Chiesa si ostina a voler incamerare tutti nella propria santa pancia, dichiarando la propria religione "superiore" alle altre e i non credenti "pecorelle da scannare" (o da compatire? di sicuro da convertire!)



DICHIARA

(barrare casella)





d'aver detto ad alta voce in pubblico, dopo il tiggi', che il Papa critica il capitalismo durante il periodo elettorale, ma ne scrive le lodi nella Centesismus Annus, ponendo la Chiesa quale mediatrice tra il Capitale e i "poveri della terra", e che dunque il Papa è un ipocrita;


d'aver praticato ogni tipo di contraccezione possibile e immaginabile (fisiologica, paranormale, ormonale, chimica, meccanica e lorenabobbit) e di considerare il far figli come un optionale del piacevole mondo dei sensi;


di non aver praticato alcun tipo di contraccezione perché essere lesbiche o gay, per fortuna, non pone il problema;


di avere fatto figli in provetta o con targaprova/ di aver fatto figli con sperma con-gelato;


di aver abortito senza pagare una lira ai Baroni/ di aver sostituito l'ostia con la pillola;


di aver fatto uso di materiale sadomaso e santommaso e di aver praticato sesso eterosessuale orale e chi più ne ha (nel senso del sesso) più ne metta;


di aver utilizzato i profilattici sulle dita per non lasciare impronte mentre scassinavo in chiesa le cassette dell'elemosina;


di aver preso in affitto una deliziosa garçonniere all'insaputa del marito di lui/lei e del Papa;


di aver bestemmiato mentre cambiavo la sacra rota alla cinquecento;


di aver usato "Famiglia Cristiana" per tappezzare i finestrini della mia auto, mentre facevo l'amore con un extracomunitario superdotato;


di aver messo sù famiglia con persona del mio stesso sesso;


di volere per giunta adottare uno di quei bambini che sfuggono alle poderose mani del Papa;


di essermi finto/a prete/suora in quell'anno che andava la moda dark e di avere cosi' fatto confessare parecchie vecchiette, incitadole all'impero dei sensi;


di avere ingannato, mentre ero in vacanza a Mondovi',parecchia gente porgendomi da una rupe e fingendo di essere un'apparizione della Madonna;


di aver versato l'otto per mille ad una associazione laica, senza lasciarlo a Stato o Chiese;


di aver divorziato o gettato la fede/tonaca/ecc. alle ortiche * di aver sputato in un'acquasantiera il giorno in cui Wojtyla ha detto che la donna è "naturalmente incline a fare da compagna all'uomo" (vedi Costola);


di avere distribuito opuscoli informativi contro l'A.I.D.S. nelle scuole private religiose;


di inserirmi nelle frequenze di "Radio Maria" come radioamatore/amatrice anticlericale in vena di scherzi;


di avere organizzato una tavola rotonda su "Perché il Papa non ha né i baffi né la barba ed altri capi religiosi sì";


di aver pensato ad alta voce che forse tutti questi maneggi finanziari del Vaticano con Tangentopoli erano segno che il Tempio è Mercante;


di aver suggerito quindi di entrare in San Pietro per dare il Tesoro del Vaticano a coloro che sono senza casa e lavoro;


di fare volontariato negli ospedali, di mandare aiuti alle vittime delle guerre, di dare una mano al prossimo senza chiedergli se è cattolico o dirgli di esserlo e senza aspettarmi una poltrona in prima fila in Paradiso;


di aver attaccato alla macchina l'offensivo adesivo "Papa Wojtyla? No, grazie!";


di essere comunista;


di essere anarchica/o;


di essere atea/o;


di essere donna/o;


di essere sbatezzata/o e quindi di aver ripudiato tutti i riti iniziatici delle religioni e del campionato di calcio;


di praticare chiro e cartomanzia, magia bianca, rosa, nera, verde e gialla solo per divertirmi e per fare dispetto alla Chiesa;


di aver detto al prete che passava per benedire le case: "grazie, non compriamo niente" e di avergli chiuso maleducatamente la porta in faccia;


di aver sempre desiderato di distruggere a colpi di mazza da baseball la decapottabile bianca del Papa;


di aver disturbato un convegno di religiosi sull'educazione scolastica esibendo lo striscione "religione, eroina, i bambini li rovina";




PERTANTO

autocertifico che la mia scomunica è valida, vilipendiosa, durevole, non chiedendo io perdono, dialogo, comprensione con la gerarchia della Chiesa che trovo noiosa, arrogante, ambiguamente viscida, repressa e delinquente.






      




(a cura del Partito Groucho Marxista d'Italia; congregazione per la dottrina dell'infedeltà).

sabato 11 aprile 2009

Conflitto gene-razionale

Mia madre pedante e burocratica.
Mio padre accondiscendente e sofferto.
Avere un buon rapporto non significa niente. Il rapporto può essere buono o cattivo agli occhi di coloro che non lo vivono, possiamo mai noi non considerare buono qualsivoglia rapporto e crucciarci delle sue imperfezioni? E quindi il rapporto è sempre buono ma migliorabile, così non ci crucciamo ma facciamo del nostro meglio.
La ragazzaglia parla di conflitto generazionale: di molte miserie e di poche nobiltà familiari. Si renderanno mai conto che i propri genitori non sono la causa delle ingiustizie sulla Terra?
Io c'ho un problema con le istituzioni, questo è il mio conflitto gene-razionale!: chi le ha istituite?

Me lo dice il mio gene pensante, nell'unico neurone rimasto sull'isola di liquirizie in un mare di materia grigia.