Madre Teresa Bassista

"La più brutta Madre Teresa che abbia mai visto." (fonte)
 «Ma che carino // Solo per aver condiviso un palco // Figuriamoci se era mio fratello»
«Hahahaha // Roberto è così»

Con la leggerezza di una piuma, quello stronzetto di amico mio riesce a disinnescare in un commento su Va'Zapp la carica solidale della piccola donazione che ho fatto alla bassista Valentina D'Amore. Alla musicista sono stati rubati tutti gli strumenti di lavoro, privandole dell'indipendenza professionale faticosamente messa in piedi nell'arco di mezza vita. Il ladruncolo ha sottratto perfino gli spartiti, giusto per far capire che non era motivato da sole ragioni economiche e per firmare il gesto con la cazzimma. Mannaggia a chi t'a muort'.
Con Valentina condivisi un palco ai tempi del liceo, io e quello stronzetto dell'amico mio facevamo gli im-memorabili Duo-Deno, per logo avevamo un intestino contornato di nastrini giallo-neri da lavori in corso (in Germania li chiamano i Baustellen, si dice Baushtélen). Ci siamo cimentati in un tour che ha toccato le principali città italiane - Nola e Marigliano - per l'inarrivabile numero di 2 (due) serate con esiti più culturali che musicali, e comunque modestissimi: io mi mettevo a spiegare le canzoni che poi dimostravo di non saper suonare o cantare, ma almeno quello stronzetto accompagnava assecondando i miei fuoritempo. Sempre per sottolineare la portata culturale del progetto, suonammo il 50% delle volte in più - cioè 1 (una) volta - anche di pomeriggio nelle scuole, all'esame di maturità di uno studente: il mio. Per la ghiottissima occasione portavo una tesina di una pagina con tante parole tabù allora come adesso. Per quella esibizione dovemmo prendere come turnista un bassista conosciuto al negozietto locale delle pazzielle, ritrovo sudato e alienante di tanti pomeriggi che ora non esistono più (i pomeriggi e il negozietto). C'erano i tre sogni di un noto album, uno parafrasato, uno recitato e uno cantato con l'allegro complessino.
Per metà delle serate del tour - a Marigliano - aprivamo col nostro ridicolo spettacolino alcuni gruppi di taratura internazionale, il cui pezzo forte erano i Dickenz, che per logo avevano il saccente uomo memetico di stecche. Non ricordo se Valentina era in un gruppo a sé con le amiche sue o già faceva parte dei Dickenz a quei tempi. Sta di fatto che quello stronzetto durante il tour dei Duo-Deno non ne faceva parte, e che deve solo ringraziare me e il tour che avevo organizzato se poi i Dickenz hanno notato il suo talento di saper suonare male da Dio - un pozzo di bravura! - inseguendo le mie battute dispari su spartiti pari. È da lì che nacque la prolifica collaborazione dello stronzetto nei Dickenz, il quale li accompagnò per un numero ininterrotto di album par a 1 (uno) nel lontano 2011. Acqua ne è passata sotto i ponti, quello scioperato di cervello si è laureato in zapperia (per questo usa Va'Zapp) e ora vuole fare lezione di soldi alle vacche che fanno il luppolo.
Ora che gliene ho dette quattro a quello stronzetto - vedrai quante te ne dico quando scendo - volevo chiarire che non sono io che devo sentirmi quello sbagliato perché sono fatto "così", ma è il resto del mondo che è una merda e il cui standard è "ognuno pensi per sé". Valentina ha perso le fatiche di una vita lavorativa e ora deve ricominciare tutto da capo. Significa perdere tutto, non potete immaginarvi il trauma psicologico che sta passando. Se volete aiutarla a rialzarsi, offritele un caffè, una birretta, 'na cosa a piacere pure simbolica. Il link è la quarta volta che ve lo scrivo ed è qui: https://musicraiser.com/it/projects/10185-sos-to-the-world La primissima volta in assoluto era in questo post.
Fatele 'sto piacere anche solo co' 'na cosa simbolica, un po' per uno non fa male a nessuna/o. Io ce ne ho messo un po' di più di un po' perché sono straight edge e pidocchio con me stesso. Però non mi rompete per queste scelte. Ve ne prego. La realtà è il cesso già così com'è.

P.S. ad Alessio: tu e i tuoi consimili vi meritate Maria Teresa di Calcutta. Spero che se ti contunderai un braccio sarai alloggiato coi lebbrosi. Un abbraccio.

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