lunedì 21 aprile 2014

L'invidia del dado

dedicato a Pasquale, Luca, Alessio, Francesco, Marco


Non diventi grande quando ti paghi la casa da solo.
Non diventi grande quando fai una lavatrice.
Né diventi grande quando hai troppe responsabilità e impegni.
O quando ti trovi a scegliere quale promessa puoi mantenere.
Quando lavori in modo dequalificante.
Né quando il tuo orizzonte di speranze si ferma all'altroieri.
O quando l'universo ti odia e tutti sono complici, te compreso.

Diventi grande sconfitto nella sacra virtù dell'invidia, che tutto coglie e tutto muove. Quando vuoi qualcosa ma non ce l'hai, e invece di desiderarla con tutto te stesso ti rassegni. Grandissimo è quel monaco svuotato di qualsiasi brama.
Diventi grande quando ti si spengono gli occhi a vedere dadi poliedrici, solidi platonici che hanno riempito metà della tua esistenza rotolando.
Diventi grande quando gli stessi dodecaedri simmetricissimi, che tutto muovono e tutto colgono (vedi prologo), li osservi con distacco.

Questa etica della privazione fa schifo.
Bisogna volere tutto e prenderselo.

Voglio tornare a giocare.

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