sabato 9 ottobre 2010

Sciopero! Manifestazione! Studenti e operai uniti!

Buongiorno a tutti!
Vi ringrazio di essere arrivati fin qui.
Il mio intervento è dedicato ai ricercatori e alla loro resistenza civile, agli operai di tutte le nazioni, vittime di una globalizzazione senza diritti e senza solidarietà, alle imprese oneste che chiudono a causa di una politica economica fallimentare dei governi precedenti e attuale, agli studenti ai quali non sarà garantito né il diritto allo studio, né l'emancipazione sociale.
Comincerò lontano nello spazio e nel tempo, così remoto eppur così vicino, da una storia di globalizzazione e privatizzazione... del nostro paese.

Nel 1840 Ferdinando II Re delle Due Sicilie acquistò il suolo tra Napoli e Portici (attuale Pietrarsa) per impiantare uno stabilimento destinato alla costruzione di locomotive.
Con l’apertura due anni dopo di questo opificio il Regno delle Due Sicilie non ebbe più bisogno di acquistare locomotive dall’estero. Nella stessa zona fu istituita anche una scuola per formare Ufficiali Macchinisti per le navi a vapore delle marine militare e mercantile. Infatti il Regno delle Due Sicilie fu l’unico stato a non aver bisogno di macchinisti inglesi sulle navi a vapore, ciò perché gli ingegneri napoletani, smontando alcune macchine a vapore, avevano scoperto ogni segreto del loro funzionamento.
L'opificio di Pietrarsa ebbe un enorme sviluppo, dava lavoro a 1.000 persone e con l’indotto di altre fabbriche site a San Giovanni a Teduccio, che pure lavoravano materiale per la ferrovia, ne dava ad altre 7.000 persone, per un totale di 8.000.
Più tardi, con l'annessione delle Due Sicilie al Regno di Sardegna, Pietrarsa fu privatizzata. Nel 1863 vi lavoravano solo 400 operai a metà stipendio, e ciò causò la prima sommossa del 6 agosto 1863 dove i bersaglieri caricarono gli operai uccidendone 7 e ferendone 20.

In seguito l’opificio continuò a decadere, anche se una sua locomotiva lì prodotta vinse nel 1873 la medaglia d’oro all’esposizione Universale di Vienna.
Nel 1875 lavoravano a Pietrarsa solo 100 operai. La fabbrica fu adibita solo alla riparazione delle locomotive ma col passaggio ai locomotori elettrici lo stabilimento cadde in una profonda crisi economica e l’ultima locomotiva fu riparata nel 1975 che coincise con l'anno della sua chiusura. Nel 1989 fu aperto nell’ex opificio borbonico l’unico museo ferroviario d’Italia...

Tutti noi non vogliamo che le nostre fabbriche e le nostre università diventino musei dello splendore dei bei tempi che furono. Pretendiamo che lo splendore e l'eccellenza siano il sole del nostro avvenire. Lottiamo insieme contro la strage della cultura e del lavoro per il nostro futuro. Assolti i nostri doveri, gli studenti accorrono in difesa della Costituzione e dei diritti!

(invervento per manifestazione, liberamente ispirato da qui)

Stormy Six - 1972 - "Sciopero!" - La strage di operai a Portici del 1863
come a Melfi, Mirafiori, Pomigliano, Termini, e altri posti meno conosciuti



Hanno fatto lo sciopero
all'officina di Portici
quattro ore senza lavorare
per protestare per farsi pagare

Hanno fatto lo sciopero
per l' orario insopportabile
eran dieci ore ma il direttore
ne voleva ancora di più

Bisogna fare, sciopero!
per un lavoro da cane
sciopero!
per un salario da fame
non si può no non si può
ammazzarci di fatica così!

Quattro ore di sciopero
all'officina di Portici
quattro ore di tempo
per parlare, per giudicare
per farsi ascoltare

Quattro ore di sciopero
ma il direttore non è in fabbrica
quattro ore di tempo
per denunciare, per far venire
i bersaglieri

Sciopero!
per un lavoro da cane
sciopero!
per un salario da fame
non si può no non si può
ammazzarci di fatica così!

Quelli sono briganti
dice il direttore sono delinquenti
e per farli ragionare signor maggiore
bisogna picchiare,
bisogna sparare

Cinque ore di sciopero
e cinque morti all'officina di Portici
quattro ore di tempo per parlare
la quinta ora per farsi ammazzare

Sciopero!
per un lavoro da cane
sciopero!
per un salario da fame
e non si può no non si può
ammazzarci di fatica così!

Bisogna fare, sciopero!
per un lavoro da cane
sciopero!
per un salario da fame
e non si può no non si può
ammazzarci di fatica così!